Recovery fund: sostenere il turismo come promesso

L’8 maggio scorso, in un incontro in streaming tra portavoce dell’UE in Italia, europarlamentari italiani dei vari schieramenti politici e rappresentanti delle principali associazioni del comparto turistico, si era parlato proprio del fondo europeo per la ripresa a sostegno anche del turismo italiano.

Ora finalmente la Commissione Europea ha presentato il suo Recovery fund da 750 miliardi, di cui 172 destinati all’Italia, 81 mila come sussidi a fondo perduto e il resto come prestiti. Premesso che sarà arduo mantenere cifre così alte perché bisogna convincere i Paesi del Nord Europa, che remano contro (un primo confronto è fissato per il 19 giugno), il Recovery fund è una innovazione importante che dà un segnale forte sull’importanza di un sistema federale europeo, solidale, in un momento di crisi epocale come quella che stiamo vivendo.

Circa l’impiego di questi fondi, gli operatori del settore turistico auspicano che si concretizzino le promesse fatte da alcuni europarlamentari e soprattutto si dia un seguito a quanto ha dichiarato pochi giorni fa il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri a proposito di un grande piano di riforme e investimenti dedicato in particolare ad alcuni settori come il turismo, penalizzato più di altri dalla pandemia da Covid-19, si legge sul Sole24ore.

In ogni caso, oltre al Recovery fund, gli operatori del comparto turistico ricettivo necessitano di aiuti immediati, mentre la gran parte dei fondi europei è destinata ad arrivare nel 2021. Per accedervi, infatti, gli Stati dovranno presentare un Piano nazionale di investimenti ad aprile – ha spiegato Gentiloni -, ma possono presentarlo già a ottobre insieme alla bozza del programma di stabilità per poter valutare il tutto rapidamente.

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