Gianni Salis, giovane imprenditore turistico di seconda generazione – attivo nel Nord Est della Sardegna con un’azienda extra-alberghiera che gestisce un piccolo albergo, l’Hotel Saprata, e circa 150 unità abitative con Obiettivo Vacanza tra il territorio di Budoni (in alto, nella foto, la sua splendida e chilometrica spiaggia) e San Teodoro, due mete d’eccellenza nel panorama turistico sardo -, in un videomessaggio (in fondo all’articolo) lancia un appello accorato al Presidente della Regione, Christian Solinas, e agli assessori della giunta.

È un grido di allarme e di disperazione quello di Gianni che – al pari delle principali
associazioni di categoria come Federalberghi o Confindustria Alberghi – denuncia quanto
la mancanza di indicazioni chiare, ma soprattutto l’ipotesi di ritardare l’accesso ai turisti rispetto alle altre regioni d’Italia e all’intera Europa, l’eventualità di un certificato sanitario obbligatorio e macchinoso per accedere all’isola, con controlli prima della partenza e all’arrivo, stia penalizzando la Regione, rischiando di compromettere del tutto la stagione turistica e la ripartenza dell’intero comparto, che per l’economia sarda è cruciale. Un settore che, direttamente o con l’indotto, si traduce in moltissimi posti di lavoro e influisce sul destino di tante famiglie dell’isola.

La clientela in questi giorni chiede risposte certe, ha bisogno di essere rassicurata –
spiega Gianni. – La vacanza in Sardegna necessita di un volo o di un traghetto, non può
essere decisa all’ultimo minuto; molti a causa di questa incertezza e di quello che si sente e si legge sui media stanno cancellando le prenotazioni dirottando le loro vacanze verso altre destinazioni”.

“È un turismo stagionale quello sardo – sottolinea Gianni Salis – che richiede una
programmazione con largo anticipo, già a partire da settembre, e investimenti in
promozione e comunicazione da parte delle imprese che svolgono il loro lavoro con tanta professionalità e passione perché puntano ad offrire la migliore esperienza di soggiorno possibile ai loro ospiti”.
Tanto impegno e sacrifici che rischiano di essere vanificati proprio in una Regione dove il
turismo è tutto e che per giunta può vantarsi di essere un territorio sicuro per l’esiguo
numero di casi Covid-19.

 

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