Sardegna: l’allarme degli albergatori di Olbia

In un momento in cui l’Italia ha aperto le porte ai collegamenti aerei internazionali in tutto il Paese, in Sardegna il presidente dell’associazione albergatori di Olbia, Fabio Fiori, si fa portavoce di un problema che tocca gli operatori del comparto turistico ricettivo dell’intera isola, quello della cancellazione improvvisa dei voli.

Avevamo già parlato del disservizio denunciato da molti per il comportamento scorretto di alcune compagnie. La disponibilità di collegamenti aerei si ripercuote sul settore turistico di tutto il Paese, ma è innegabile che le nostre isole rischiano di essere le più penalizzate della stagione estiva quest’anno.

Dopo un segnale positivo per l’arrivo all’aeroporto di Olbia di due voli Eurowings provenienti da Monaco di Baviera il 25 giugno, con 116 e 119 passeggeri, il presidente dell’associazione albergatori di Olbia, in un’intervista a La Nuova Sardegna, lancia un grido d’allarme per la cancellazione di voli low cost da parte di alcune compagnie aeree quando la capienza non raggiunge un numero di passeggeri sufficiente. Il tutto adducendo motivazioni di carattere tecnico, quando in realtà sono legate al profitto.

“La situazione è davvero difficile, le compagnie aeree stanno cancellando molti voli programmati. Abbiamo perso prenotazioni di clienti inglesi, tedeschi e svizzeri. Per esempio easyJet, Air Malta, ma anche Volotea hanno cancellato i voli. Parliamo di clienti che avevano prenotato dai 10 ai 15 giorni di vacanza”, ha dichiarato Fabio Fiori a La Nuova Sardegna.

Ad Olbia città solo il 20 per cento delle strutture alberghiere è tornato operativo. Aprire significa non solo riprendere i dipendenti in cassa integrazione ma anche sostenere costi vivi, dalle bollette ai prodotti per prime colazioni, pranzi e cene, se alle poche prenotazioni seguono le cancellazioni dei voli qui non riusciremo a sopravvivere”, sottolinea l’imprenditore sardo.

Gli indicatori evidenziano che i primi movimenti importanti ci saranno da metà luglio, secondo l’albergatore, la cui preoccupazione è che anche il mese di luglio – clou della stagione per l’isola insieme ad agosto – registri flussi e occupazione molto bassi.

“Molti alberghi sono fermi o hanno numeri bassi – conclude il presidente dell’associazione -, il problema è per i nostri dipendenti e si presenterà a da ottobre, se non lavorano oggi non potranno accedere alla disoccupazione, si rischi a una catastrofe sociale”. Insomma, speriamo che le istituzioni intervengano con urgenza, trovino quanto prima una soluzione in aiuto del comparto turistico dell’isola, settore chiave che incide su tutta l’economia della regione.

 

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