TACCUINO DI VIAGGIO

Tappa a Verona: istantanee dalla città di Romeo e Giulietta

Nel 2019 il turismo a Verona di questi tempi sarebbe stato un fiume impetuoso multicolore, multi lingue, multi etnico, che avrebbe attraversato la città in tutte le direzioni, riempiendo ristoranti, bar, negozi, l’Arena. Quest’anno invece è una sorta di torrente di montagna, più intenso durante il week end, meno durante la settimana. I ristoranti sono semivuoti, a volte più vuoti che semipieni. Il turismo a Verona non è più il rigagnolo del mese di giugno, ma difficilmente sarà il lento, maestoso fiume Don degli altri anni.

Piazza delle Erbe a Verona per molti versi è una tipica piazza all’italiana: un largo spiazzo rettangolare lungo 160 metri, largo circa la metà, non ci sono due case uguali né dal punto di vista architettonico né da quello dell’altezza. Occupa l’antica area del foro romano quando, 2000 anni fa, la città era una importante colonia romana. Il potere civile vi domina con edifici imponenti ma di fattura decisamente diversa. Il lato nord è occupato dall’antico palazzo del Comune, dalla Torre dei Lamberti, dalla Casa dei Giudici e dalle case dei Mazzanti. Il Iato ovest, quello più piccolo, è chiuso dal barocco Palazzo Maffei, adornato da diverse statue di dei greci: Giove, Ercole, Minerva, Venere, Mercurio e Apollo. Verona è stata città ghibellina, votata all’imperatore quando far capo all’imperatore o al papato era spesso una questione di vita o di morte. Appena oltre la piazza, c’è la casa che fu abitata da Pietro Alighieri, figlio di Dante, che dal 1312 al 1318 a Verona fu ospite del signore del luogo, Bartolomeo Della Scala.

Gli Alighieri ancora vivono a Verona. Dante fu il primo a parlare del dissidio tra Montecchi e Capuleti (Vieni a veder Montecchi e Cappelletti/Monaldi e Filippeschi, uom senza cura/color già tristi, e questi con sospetti, Purgatorio VI, vv.106-108). Che siano state queste terzine ad attirare l’attenzione di William Shakespeare sulle vicende di due adolescenti di nome Romeo e Giulietta?  “Oh Romeo Romeo, perché sei tu Romeo? Rinnega tuo padre, rifiuta il tuo nome, o se non vuoi, giura che mi ami e non sarò più una Capuleti./Solo il tuo nome è mio nemico: tu sei tu./Che vuol dire “Montecchi”?/Non è una mano, né un piede, né un braccio, né un viso, nulla di ciò che forma un corpo. Prendi un altro nome./Che cos’è un nome? Quella che chiamiamo “rosa” anche con un altro nome avrebbe il suo profumo./Rinuncia al tuo nome, Romeo, e per quel nome che non è parte di te, prendi me stessa.”

La piazza è un caos edilizio che taglia in verticale almeno sei secoli di storia, dal Medioevo trecentesco al 1800. E’ una babele di stili, forme, altezze. E’ un capolavoro conosciuto e amato in tutto il mondo. Mi vengono subito alla mente la piazzetta vecchia di Bergamo, Vigevano, Cuneo, Perugia, Ascoli Piceno… per non parlare di Venezia, Trieste, Vicenza, Brescia… Le piazze italiane sono una infinità, tutte belle, tutte con un fascino originale. Passato questo disastroso 2020, torneremo a riempire le nostre belle piazze italiane, noi e i nostri ospiti da tutto il mondo.

Mi hanno insignito anche delle chiavi della città. Mi metterò di guardia a una delle porte e ognuno che passerà dovrà versarmi un euro, donne e bambini compresi. Altrimenti chiuderò a chiave le porte… Sperando che non arrivi il 118 a portarmi via…

 

 

 

1 commento

  1. Verona è la mia città preferita. È bellissimo passeggiare per i suoi viali. Fotografare viuzze e case . Tutte diverse. Si respira storia e romanzo antico. Io mi sono sposata a Verona. Ma tutto l’ interland è molto interessante. Consiglio di andarci in vacanza.

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