Un rifugio sostenibile sulle Alpi

Ai piedi del Cervino, lo Chalet Blanc reinterpreta in chiave contemporanea il linguaggio delle antiche baite del territorio alpino. La copertura ha la sagoma di una W rovesciata ed evoca con forza e immediatezza le vette delle montagne circostanti; la linea spezzata della copertura diventa la cifra stilistica dell’architettura e viene ripresa, in pianta, dal disegno dei balconi, creando un disegno organico nel suo insieme. La struttura è stata realizzata su progetto di LCA architetti.

Credit Simone Bossi

Recuperare il linguaggio delle antiche baite del territorio alpino, ma coniugandolo con un’anima sostenibile e raffinate scelte formali: è stata questa la sfida del progetto del rifugio sostenibile ideato dallo studio Luca Compri Architetti per una giovane coppia che ha deciso di costruire un piccolo chalet ai piedi del Cervino.

L’accesso alla struttura ricettiva avviene sul lato nord al primo livello con un piccolo soggiorno che funge anche da hall; allo stesso piano trovano spazio una prima camera da letto e uno spazio destinato a SPA dotato di vasca idromassaggio, docce emozionali, sala relax, sauna e bagno turco. Quest’area benessere ha un collegamento diretto con l’esterno, affacciando sul giardino e sull’ampio solarium pavimentato in pietra.

Il secondo piano è destinato esclusivamente all’accoglienza, con 4 camere da letto, provviste di bagno e di grandi finestre esposte a meridione, mentre l’ultimo livello si apre al panorama e alla montagna, grazie alle ampie vetrate che affacciano sulla valle e sulle vette. A godere di questa vista magnifica sono il soggiorno, la sala da pranzo, la cucina e un grande camino con seduta in pietra e canna fumaria rivestita in ferro grezzo; sul lato est è presente una loggia coperta che è destinata a spazio conviviale, di lettura e contemplazione.

Le esigenze funzionali e l’esposizione hanno guidato il disegno dei prospetti. A sud si aprono le finestre delle camere e le ampie vetrate degli spazi conviviali presenti all’ultimo piano; tutte le aperture hanno accesso alle terrazze disegnate con sviluppo in pianta a zig zag, e sono parzialmente ombreggiate da lamelle in legno.

A nord-ovest, a protezione del clima rigido, i fronti sono invece più chiusi, privi di grandi aperture e aggetti; su questi lati le pareti si distinguono per la costolatura ritmica realizzata con travi di legno verticali, le finestre e le rispettive cornici hanno dimensioni variabili e si aprono in maniera asimmetrica inquadrando scorci di paesaggio.

La facciata est è riconoscibile per la grande loggia del piano mansardato e la rispettiva cornice che ne definisce i contorni.

La struttura in legno del fabbricato poggia su uno zoccolo in muratura finito esternamente con pietra posata a secco: il basamento che corrisponde al piano seminterrato, oltre ad ospitare un trilocale, è destinato a garage, locale tecnico e deposito sci.

L’edificio è realizzato con struttura prefabbricata in legno e, anche per gli altri materiali, si tratta perlopiù di materiali naturali provenienti da fonti rinnovabili; lo chalet ha consumi ridotti e bassissime emissioni di CO2.

 

 

 

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