La banda del vino colpisce ancora

Un ristorante della provincia di Monza e Brianza è rimasto coinvolto in una truffa che negli ultimi mesi ha colpito vari ristoratori del Nord Italia. La tecnica di questa banda di malfattori è assai ben rodata: una donna chiama il locale, prenota un tavolo per diverse persone e chiede al titolare di procurarle un raro e costoso vino francese. Il gestore ordina le bottiglie, paga (80 euro a bottiglia nel caso specifico), ma a cena non si presenta nessuno. L’amara sorpresa finale è che il vino acquistato vale solo pochi euro.

Ciò che più di ogni altro dettaglio avrebbe dovuto insospettire il malcapitato ristoratore è il fatto che sia stata proprio la cliente a suggerire il numero del fornitore da contattare per l’acquisto del vino, consegnato poi da un complice della donna, dietro pagamento immediato. Si tratta in ogni caso di una truffa studiata nei minimi dettagli, facendo ricorso anche ad informazioni sulla carta del locale per rendere tutto più credibile; per esempio con la richiesta di un dolce particolare in fase di prenotazione, dopo aver dichiarato di averlo assaggiato durante una delle tante cene al ristorante.

Dagli ultimi casi si evince che la banda si sta spostando a macchia di leopardo nel settentrione. Vari colpi sono andati  a segno nella provincia di Trento, in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, tra le province di Forlì Cesena e Ravenna. I truffatori non si sono arresi nemmeno dopo la denuncia per truffa che i carabinieri hanno emesso nelle scorse settimane in Trentino nei confronti di uno dei probabili componenti del sodalizio criminale e a un arresto avvenuto a metà maggio in Piemonte.

 

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