Armani a Tavola: personal chef in suite o a domicilio

La pandemia di coronavirus si è abbattuta sul mondo dell’ospitalità in maniera brutale ovunque, ma alcune destinazioni e alcuni segmenti di mercato hanno sofferto più di altri. Tra i più penalizzati ci sono Milano e i suoi hotel di lusso. C’è però chi ha deciso di affrontare la sfida del presente reinventando la propria offerta in maniera creativa. Tra questi ultimi c’è l’Armani Hotel Milano, ospitato nel palazzo del quadrilatero della moda che accoglie diversi flagship stores del gruppo Armani, oltre all’Emporio Armani Caffè.

L’hotel, che ha riaperto i battenti il 1 luglio, comprende il gourmet Armani/Ristorante e il più casual Armani/Bamboo Bar, molto popolare per l’ora dell’aperitivo. Entrambi al settimo piano del palazzo, con una bella vista sui tetti di Milano, sono aperti alla clientela esterna. Subito dopo la fine del lockdown, però, solo il secondo è tornato ad accogliere i clienti in maniera regolare, mentre il ristorante è rimasto chiuso. In compenso, la sua cucina si può assaporare grazie alla proposta Armani a Tavola: lo staff del ristorante è a disposizione dei clienti per cucinare e servire un pranzo o una cena nella suite presidenziale dell’hotel o a domicilio, in tutta sicurezza.

 

 

Approccio positivo e innovazione

“Abbiamo voluto pensare in maniera positiva – racconta Francesco Mascheroni, executive chef dell’Armani Hotel Milano –. Sparita temporaneamente la clientela internazionale, ci siamo concentrati sul mercato italiano, cercando idee per venderci in maniera innovativa. Ci siamo guardati intorno e siamo partiti da quello che avevamo in casa”. Come la suite presidenziale di 200 mq con una cucina attrezzata e una sala da pranzo per 6-8 persone. E visto che in questa fase la casa è vissuta come un luogo sicuro e rassicurante, l’idea è stata quella “di dare la possibilità di vivere un’esperienza domestica” nella privacy della suite, con un cuoco che prepara un menu di cinque portate personalizzato tenendo conto delle esigenze e preferenze di ciascun cliente, “un po’ come se fosse il cuoco di casa”.

Armani a Tavola non coinvolge solo Mascheroni e la sua équipe, ma attinge a tutti i servizi del palazzo Armani di via Manzoni 31, da Armani Fiori per le decorazioni ad Armani Casa per gli accessori di design. Insomma, un’esperienza a 360 gradi avvolti dall’inconfondibile stile della maison.

L’offerta Armani a Tavola, racconta Mascheroni, è stata apprezzata non solo dai clienti, ma anche dallo staff. “È anche meglio della chef’s table nella cucina del ristorante – dice -. Ci siamo solo io o un altro cuoco e una persona che si occupa del servizio. È senz’altro un’iniziativa che continueremo a proporre anche quando il ristorante riaprirà” (a settembre, quando abbiamo sentito Mascheroni, la data della riapertura non era ancora stata fissata).

Focus sul mercato domestico

Nel frattempo, alcuni di piatti forti del ristorante gastronomico – come la lasagna millefoglie a 32 strati con ragù di vitello agli agrumi servito a parte o i tagliolini al pesto con mela verde e pecorino – si possono gustare anche all’Armani/ Bamboo Bar, il cui menu all-day è stato ripensato e “snellito” alla luce della nuova situazione. Per esempio, sono stati tolti alcuni piatti ispirati alle cucine asiatiche e cinesi, almeno finché non torneranno i numerosi ospiti dell’hotel provenienti dall’Estremo Oriente. In compenso, l’offerta è virata verso i gusti della clientela più vicina: “Il menu oggi è più italiano – spiega lo chef – e comprende molti classici della nostra tradizione. Cose semplici, ma ben fatte, come il risotto allo zafferano o la cotoletta alla milanese. Con abbinamenti particolari, cambiati spesso per utilizzare i prodotti di stagione nel momento in cui danno il meglio. Per il momento, lasciamo da parte l’interpretazione creativa”.

È un menù con meno proposte rispetto al passato, dicevamo, pensato per garantire la qualità e la freschezza di sempre con meno personale. Alla riapertura, infatti, solo una parte dello staff è tornato in servizio: 6/7 persone tra sala e cucina, mentre prima erano almeno il doppio. Sono cambiati anche gli orari: la carta all-day del Bamboo Bar è oggi disponibile dalle 11 del mattino (cioè appena finisce il servizio della prima colazione alla carta) alle 23.

I protocolli di igiene e sicurezza

Già a fine estate, comunque, i segnali positivi di ripresa non mancavano, specie nel settore degli eventi e dei banchetti, anche se rispetto al passato i numeri sono più piccoli, in media per 15-20 partecipanti. Un’eccezione è stato un evento di due giorni ad agosto per 40 persone.

Infine, un accenno ai rigidi protocolli di sicurezza adottati dall’Armani Hotel per la riapertura in sicurezza di tutta la struttura, F&B compreso. Elaborati in collaborazione con Bureau Veritas Group, i protocolli comprendono controlli quotidiani e prassi quali la misurazione della temperatura del personale, il monitoraggio dei flussi negli spogliatoi, il posizionamento dei cuochi di spalle e non di fronte o a fianco durante il lavoro, il ricambio d’aria solo con l’esterno e sanificazione dei condotti dell’aria condizionata, la disinfezione costante di pos, pulsantiere e oggetti vari, il menu consultabile via QR code.

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