Settore alberghiero: una opportunità dallo smart working?

Palmiro Noschese

Cali di fatturato tra il 40% e il 70% rispetto al 2019 (McKinsey, 2020) per una perdita secca, si stima, di 7 miliardi di ricavi. Si profila un 2020 di grandi difficoltà per il settore alberghiero nazionale e, in generale, per il turismo italiano. I segnali di ripresa non mancano, un po’ perché gran parte dei nostri connazionali ha deciso di riscoprire le bellezze italiane programmando vacanze domestiche, e grazie all’imminente ripresa del traffico aereo internazionale.

Nel corso della prossima estate a marcare la propria assenza saranno soprattutto i visitatori da mercati tradizionalmente affezionati al nostro Paese, come Stati Uniti, Cina e Russia, mentre dovrebbe registrarsi, in base alle richieste già pervenute, una seppur moderata discesa di tedeschi e francesi. Ma oltre la crisi, che stiamo ancora attraversando, c’è la necessità di restituire smalto e attrattività alle nostre località turistiche e alle infrastrutture di servizi e ospitalità, che prescinde dalle prescrizioni legate all’emergenza sanitaria e che guarda ad un futuro di maggiore sostenibilità, efficienza e anche versatilità, secondo un modello di business nuovo, che metterà al centro la riqualificazione dell’offerta, puntando anche su innovazione e tecnologia.

Il nostro Paese è una delle mete turistiche più importanti al mondo – dichiara Andrea Pietrini (nella foto), chairman di YOURGroup, la società italiana, leader per i servizi di Fractional Executive, che recentemente ha esteso il suo raggio d’azione al settore del management alberghiero con l’arrivo di Palmiro Noschese, tra i più noti manager italiani del mondo dell’hospitality – e può contare su un patrimonio di bellezze artistiche e naturali che non ha eguali, ma non basta più. Non è retorica affermare che, se la crisi ha costretto molte strutture a rivedere piani e programmazioni, anche a fronte, purtroppo, di ingenti perdite, questa revisione non venga diretta a ripensare dalle basi le modalità e le caratteristiche della nostra offerta alberghiera, sicuramente in una direzione di maggiore qualità, compatibilità ambientale e incremento dei livelli dei servizi erogati”. La crisi sanitaria ha riportato in luce la necessità di restituire spazi e vivibilità diverse alle infrastrutture dell’ospitalità, che rispondano alle esigenze di una clientela più esigente.

Il 75% della domanda turistica afferisce agli stranieri, e sappiamo che proprio questa fascia di domanda ricerca il comfort di strutture livello medio-alto, spesso carenti in Italia anche nelle località di maggiore richiamo”. Si torna inoltre a parlare di destagionalizzazione del flusso turistico, visto che, anche per escludere la possibilità di ritrovarsi in strutture sovraffollate, la clientela preferirà differire i periodi di soggiorno nel corso di tutto l’anno. “Per riguadagnare terreno e fatturato e non rischiare il fallimento, ci dice Palmiro Noschese “occorre pensare da oggi ad una riorganizzazione profonda dell’offerta turistica, che contempli una funzionalità delle strutture sull’arco dei 12 mesi, ridisegnando, dove possibile, le grandi aree congressi degli alberghi per riconvertirle, sulla base di logiche di multifunzionalità, in spazi più piccoli, tecnologicamente avanzati, utili anche a accogliere riunioni aziendali o di singoli manager e professionisti a supporto dello smart working”.

“Pensiamo a quelle aziende che decideranno di ridurre gli spazi fisici e di offrire ai dipendenti l’opportunità di lavorare in remoto – conclude Noschese – e che, periodicamente, decidessero di organizzare incontri strategici dal vivo; ecco, l’hotel potrebbe rappresentare la soluzione migliore, con spazi per la notte ma anche soltanto per i meeting giornalieri. Si tratta di piani complessi ma necessari, per avviare una fase di rinnovamento profonda nell’offerta e che prevede, inevitabilmente, una gestione manageriale oculata e lungimirante, da affidare a referenti competenti che sappiano agire in prospettiva, anche con coraggio. L’Italia può e deve diventare riferimento globale del comparto, ha tutte le carte in regola per diventarlo, ed è questo il tempo per prepararsi ad un futuro che sarà di nuovo sviluppo”.

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