Osteria Marca Zunica, un albergatore abruzzese investe nelle Marche

Daniele Zunica di fianco all'insegna del ristorante Osteria Marca ZunicaDaniele Zunica rappresenta la quarta generazione di albergatori e ristoratori a Civitella del Tronto. Nel delizioso borgo abruzzese, in provincia di Teramo, Daniele è titolare e gestore dell’Hotel Zunica 1880, che si è conquistato una certa fama anche per l’eccellenza della cucina del suo ristorante.
L’economia di Civitella e del Teramano è tuttora in ginocchio per le conseguenze del terremoto – materiali e non – che ha colpito duramente l’Abruzzo tra il 2016 e il 2017; ma Daniele Zunica non si è perso d’animo cogliendo al volo l’occasione che gli si è presentata nella vicina e meglio amministrata Ascoli Piceno, dove ha preso in gestione il ristorante al piano terra di Palazzo Guiderocchi, dimora del 1500 appartenuta a una delle più nobili famiglie della città marchigiana.

“Il Comune di Ascoli Piceno ha deciso di appaltare sia la gestione del palazzo che del ristorante al piano terra, imponendo criteri di qualità” spiega Daniele Zunica. “Io mi sono aggiudicato la gestione del ristorante cui ho dato il nome di Osteria Marca Zunica.
Il locale propone una cucina legata alla tradizione e alle materie prime del territorio, alla loro stagionalità, alla leggerezza e semplicità dei piatti proposti; nello stesso tempo si rifà all’esperienza e all’immagine conquistata negli anni in Abruzzo e nel resto d’Italia da Zunica e dai suoi validi collaboratori come alfieri di una cucina altamente professionale e creativa.
Lo staff dell’Osteria Marca Zunica ha un’età media di 23 anni: Osvaldo Denti, di Campli, è lo chef, Giorgia Calidri, di Civitella, è la sua vice, Reynold Dacosta, filippino, completa la brigata di cucina. Osvaldo e Giorgia si sono formati a fianco di Sabatino Lattanzi, l’Executive chef del ristorante a Civitella del Tronto.

Teramano, il post terremoto e il danno di immagine

Una foto aerea di Civitella del Tronto

“Civitella del Tronto (a destra) ha patito meno danni di altre località ma a distanza di quasi due anni non c’è una gru in azione. Si sono limitati a tamponare l’esistente, perché non crollasse. Non si vede alcun segno di rilancio. In più abbiamo subito un danno enorme dalla frana di Ponzano dell’inizio del 2017, a 15 chilometri di distanza. È stato un dramma, ma geograficamente ben delimitato. Civitella non ne è stata minimamente coinvolta, eppure per i mass media quella di Ponzano è diventata la frana di Civitella, con un danno di immagine incredibile. Abbiamo subito disdette sia degli ospiti individuali che dei tour operator. Nessuno è intervenuto per spiegare che Civitella del Tronto era del tutto immune da questo fenomeno” racconta Daniele Zunica.

“Nel 1972, dopo il terremoto del 26 novembre ad Ascoli Piceno, mio padre aveva fatto consolidare l’intero edificio dell’Hotel Zunica 1880 (nella foto a sinistra). Durante gli sciami sismici del 2017 l’albergo non ha avuto alcun danno strutturale. Il danno ce lo hanno procurato le notizie false diffuse dai media; i danni ce li procurano da sempre coloro che non intervengono sulla viabilità del Teramano, con strade provinciali che sembrano bombardate e spesso sono fuori squadra, con una segnaletica pressoché inesistente, con i mezzi di soccorso che non sono mai predisposti per tempo, e con infrastrutture strategiche come gli elettrodotti vecchi di decenni, obsoleti” prosegue Zunica.

“Questa situazione ha messo in evidenza anche modi di costruire o di ristrutturare che hanno peggiorato l’effetto dei terremoti: il tetto dell’Abbazia di Santa Maria in Montesanto (voluta da Benedetto da Norcia nel 540) è crollato perché l’avevano ristrutturato nel 1999 appesantendolo con un intervento a base di cemento armato. Si è rivelato una follia. Andrebbero anche analizzati certi edifici anni Settanta costruiti in cemento armato crollati come cartapesta”.

Le Marche hanno una marcia in più

“Ad Ascoli Piceno il terremoto li ha riguardati molto da vicino: Acquasanta Terme, uno degli epicentri del terremoto del 2017, è a soli 18 chilometri da Ascoli Piceno, Ascoli stessa ha subito danni. A due anni di distanza, ad Ascoli neppure ti accorgi delle crepe sui muri perché sono state non solo tamponate ma anche ben mimetizzate. La città è ripartita con una marcia in più ” conclude Daniele Zunica. “È una città più viva e vivace che mai. Le Marche hanno davvero un qualcosa che manca in Abruzzo: probabilmente un migliore senso civico della sua classe dirigente e una superiore cultura imprenditoriale. Da qui il desiderio di impegnarmi in una nuova avventura fuori del Teramano e dell’Abruzzo anche se a Civitella del Tronto continua l’attività dell’albergo e del ristorante perché se c’è una cosa che ci caratterizza, noi abruzzesi, è una forza d’animo e un carattere indomito nonostante tutto e nonostante tutti.

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