Le Dolomiti Bellunesi Patrimonio dell’Umanità Unesco. Le Montagna di Venezia

Un nuovo brand: Dolomiti Bellunesi

Il brand Dolomiti Bellunesi è destinato a crescere sempre di più nell’immaginario e nella percezione collettiva sia degli italiani che degli stranieri che nelle Dolomiti hanno colto il cuore di quella transizione ecologica che è diventata l’elemento motore sia della società che dell’economia dei nostri tempi

La Provincia di Belluno accoglie al suo interno la gran parte dei gruppi dolomitici diventati nel 2009 Patrimonio dell’Umanità Unesco, dalla Schiara al Pelmo, dalle Tofane al Sorapis, dal Civetta alla Moiazza, dalla Marmolada alle Tre Cime di Lavaredo, dal Cristallo al Nuvolau, dalle Marmarole alle Pale di San Martino, dall’Antelao ai Monti dell’Alpago alle Vette Feltrine. Le Dolomiti oltre che sinonimo di bellezza naturale sono anche diventate sinonimo di benessere e salubrità che la pandemia di Covid ha ulteriormente rimarcato. La montagna è salute, le Dolomiti oltre che salute sono anche benessere dello spirito e bellezza del panorama.
Quel che mancava era la percezione del Bellunese come marchio specifico che lega le Dolomiti con la storia del territorio (da borghi storici come Feltre e Belluno a personaggi emblematici come Tiziano Vecellio), con l’eccellenza dei prodotti della terra e dell’allevamento, vale a dire di una cultura enogastronomica popolare quanto preziosa (la Serenissima ci mise piede nel 1420 portando pace, prosperità, uno stile di vita raffinato). Le prossime Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sono l’occasione unica e irripetibile per far conoscere nel mondo, non solo in Italia, un territorio privilegiato sotto ogni punto di vista, che ha bisogno solo di dotarsi di infrastrutture adeguate al turismo contemporaneo e strutture di accoglienza e ospitalità analoghe ai maggiori concorrenti nazionali e internazionali. Cortina d’Ampezzo è la perla delle Dolomiti Bellunesi, lo devono diventare anche tutte le altre perle distribuite sul territorio, valle per valle, dall’Agordino al Comelico, dal Cadore all’Alpago, dalla Valbelluna allo Zoldano.
E’ questo l’obiettivo del territorio per la crescita turistica operato dai consorzi turistici, dalla DMO, dalla provincia di Belluno ente Gestore dei Fondi delle aree di Confine, dagli imprenditori turistici. Si sta nobilitando e rafforzando la percezione che Belluno è sinonimo di Dolomiti, che nella provincia di Belluno c’è Cortina d’Ampezzo, e che le Dolomiti Bellunesi sono le montagne di Venezia, da cui distano tra i 100 e i 150 chilometri.
Le Dolomiti Bellunesi sono sia il principale contenitore fisico del fenomeno Dolomiti che le Dolomiti più accessibili per chi proviene dalla pianura oltre che da Venezia.
Il Bellunese nel passato è stato sinonimo di emigrazione, di catastrofi come la Diga del Vajont (1963) e la tempesta Vaia (2018). Oggi è sinonimo di “Un passo dal cielo”, il fortunato sceneggiato televisivo ambientato nel Bellunese, lo sarà delle prossime Olimpiadi e Paraolimpiadi della neve del 2026.
Il brand Dolomiti Bellunesi è destinato a crescere sempre di più nell’immaginario e nella percezione collettiva sia degli italiani che degli stranieri che nelle Dolomiti hanno colto il cuore di quella transizione ecologica che è diventata l’elemento motore sia della società che dell’economia dei nostri tempi. La generazione G (da Greta Thurnberg, la battagliera adolescente svedese paladina della lotta contro il cambiamento climatico) è la grande alleata delle Dolomiti, del nuovo stile di vita che la montagna propone a tutte le età della vita, da zero a 100 anni, della nuova economia interpretata da un turismo sensibile e responsabile all’insegna della naturalezza e dei valori ambientali che sono insiti nel territorio montano incontaminato, dove

Il Monte Pelmo

il distanziamento è naturale, dove l’acqua è fresca e l’aria è pura, dove i rapporti umani sono all’insegna della serenità e dell’amicizia. Un territorio dalle sane tradizioni, dai consolidati valori delle genti che le abitano.

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