Un Piano Marshall per l’industria dell’ospitalità

Ristrutturare per ripartire

L’immobilità cui sono stati costretti gli alberghi italiani dalla pandemia di Covid-19 e dai suoi effetti può diventare anche una grande opportunità per l’Italia di sottoporre il patrimonio alberghiero ed extralberghiero a una profonda ristrutturazione che ci consenta di affrontare la ripartenza dotati di un sistema di ospitalità ancora più moderno e performante. Ci vuole un Piano Marshall per l’industria dell’ospitalità italiana

L’albergo è innanzitutto il presidio civile, sociale ed economico del territorio. Propone un tetto per ripararsi, un letto per dormire, un focolare per riscaldarsi, cibo per nutrirsi, una volta anche la stalla per ricoverare i cavalli e garantire il cambio ai messaggeri come alle carrozze in transito. Oggi questa funzione è svolta dal garage e dal parcheggio esterno. Erano le Mansiones dei romani, le Locande del Medio Evo, gli alberghi signorili della Belle Époque tra fine 1800 e prima guerra mondiale, collocati in località amene come la Riviera ligure e la costiera sorrentina e amalfitana, le città d’arte, i laghi, le montagne frequentate dall’aristocrazia e dalla nascente borghesia, le destinazioni termali dove si andava anche per passare le acque oltre che per scambiarsi pettegolezzi o discutere i destini del mondo.
Oggi gli hotel a fianco delle funzione di accoglienza e ospitalità tradizionali, spesso declinate a seconda del Genius Loci della località o del Paese, sono diventate macchine tecnologiche assai sofisticate che devono coniugare il comfort ambientale offerto agli ospiti con l’impatto ecologico ed energetico prodotto dall’attività dell’edificio alberghiero.
L’Italia, con oltre 33.000 alberghi, possiede la principale offerta di ospitalità del continente europeo con un milione di camere negli alberghi, altrettante nell’extralberghiero, pari a oltre 4 milioni di posti letto. Siamo tra i primi cinque paesi turistici del pianeta di cui due sono continenti, Stati Uniti e Cina. Gli altri due sono Francia e Spagna.
Il 2020, nato sono i migliori auspici dopo una splendida stagione invernale e un 2019 a dir poco regale, è precipitato in una sorta di inverno glaciale che probabilmente ci costerà la gran parte dell’anno in corso e anche del 2021. La piena ripresa del turismo rischia di richiedere da un triennio a un quinquennio a causa della spaventosa crisi economica mondiale innescata dal virus Covid-19.
L’immobilità cui sono stati costretti gli alberghi italiani può diventare anche una grande opportunità per l’Italia di sottoporre il patrimonio alberghiero ed extralberghiero a una profonda ristrutturazione che ci consenta di affrontare la ripartenza dotati di un sistema di ospitalità ancora più moderno e performante. Il presente è incerto, il futuro no. Abbiamo la certezza della ripresa del turismo mondiale nella seconda metà di questo ventennio e la certezza del ruolo da protagonista dell’Italia, scrigno di bellezza e di meraviglie che tutto il mondo ci invidia e che viene volentieri a condividere grazie anche alla qualità empatica e godereccia della nostra ospitalità.
Al Governo e all’Unione Europea si richiedono gli adeguati mezzi finanziari, a fondo perduto o con tassi particolarmente agevolati e meccanismi di restituzione protratti per alcuni decenni.
Che fare?

Il risparmio energetico. L’albergo contemporaneo può essere assimilato a una centrale elettrica perché non si limita a consumare energia elettrica, anche in grande quantità, la produce attraverso la geotermia, l’eolico e il fotovoltaico, produce anche l’acqua calda sanitaria attraverso i pannelli solari. La produzione di energia da un lato, l’abbattimento dei consumi energetici attraverso la coibentazione dell’edificio dall’altro, consentono di acquisire certificazioni internazionali che attestano la sua eccellenza. Eccellenza che andrà premiata sempre più anche dal punto di vista fiscale in quanto contribuisce ad abbattere il consumo di energia prodotta da fonti fossili. Altro sistema per contribuire al miglioramento della bolletta energetica nazionale sono le centrali a biomasse che gli alberghi possono adottare singolarmente o nell’ambito della collettività in cui operano.
L’impiego dei led al posto dell’illuminazione elettrica tradizionale ha abbattuto in maniera significativa i consumi mentre ha consentito di moltiplicare i punti luce offrendo un habitat luminoso su misura dell’ospite che lo può regolare a suo piacimento.

Struttura. Gli alberghi contemporanei usano le pareti in cartongesso a multistrato, assai più leggere delle pareti tradizionali, per garantire una maggiore insonorizzazione tra le camere e verso l’esterno e per una migliore coibentazione nei confronti dell’esterno, abbinandole ai cappotti termici o le pareti ventilate per isolare ancora meglio l’edificio. L’alternativa è rappresentata dall’impiego del legno, sia massello che multistrato, che sostituisce le pareti tradizionali in lapideo lasciando al cemento armato le sole fondamenta e il vano ascensore e scale. Questo sistema è abbinato con il cappotto termico o le pareti ventilate esterne. Quel che differenzia in maniera significativa le strutture contemporanee da quelle tradizionali sono gli infissi di ultima generazione, realizzati con vetrocamere, che sempre più spesso costituiscono le pareti perimetrali delle camere offrendo una eccezionale luminosità e visuale panoramica garantendo nel contempo un elevato coefficiente sia di abbattimento dei rumori esterni che di isolamento termico. I gas inerti all’interno delle vetrocamere assorbono l’effetto serra prodotto dai raggi Uva.
Le strutture alberghiere contemporanee sono progettate inoltre tenendo conto della sismicità generale del nostro Paese garantendo in tal modo la massima sicurezza antisismica.

Impiantistica. Le caldaie di ultima generazione abbinano la cogenerazione (producono sia il caldo che il freddo) con potenze sempre maggiori a fronte di consumi energetici sempre più contenuti e di dimensioni sempre più ridotte. Ciò consente per esempio di liberare spazio sulle terrazze sommitali, dove spesso alloggiano le caldaie, per adibirli a roof top con funzioni di bar e ristoranti panoramici. A Firenze conosco un albergo che sulla terrazza liberata dalle voluminose caldaie precedenti oltre al bar ha installato anche una piscina con acqua riscaldata che offre il panorama del centro storico e del circondario della città. Chapeau!

Domotica. Il cervello energetico degli alberghi risiede nella capacità di gestirli e controllarli anche in remoto ma soprattutto evitando sia i picchi di consumo, per esempio in cucina, che gli sprechi energetici (aria condizionata d’estate, riscaldamento l’inverno) quando l’ospite è fuori della camera o spalanca le finestre. I sistemi domotici più avanzati permettono all’ospite di utilizzare il suo smartphone anche per il pre check in e il check out e per l’accesso all’edificio come alla camera.

Climatizzazione. Il riscaldamento a pavimento è sempre più utilizzato per l’area bagno garantendo il massimo comfort in tutte le stagioni. Non c’è nulla di più confortevole di poter camminare a piedi nudi in bagno sentendo un piacevole calore salire dal pavimento. La climatizzazione, d’estate come d’inverno, deve essere indipendente camera per camera, per poter offrire il massimo comfort a persone con sensibilità diverse nei confronti della temperatura dell’ambiente.

Ristorazione. L’abbattitore di temperatura, il sottovuoto, i forni regolati con Intelligenza Artificiale, l’induzione elettrica hanno consentito alle cucine di affacciarsi con ampie vetrate sulle sale ristorante mostrando agli ospiti ambienti che sembrano sale chirurgiche con cuochi che vi si muovono come artisti del bisturi, lindi nella persona come nei luoghi di lavoro. La tecnologia ha consentito agli alberghi di proporre la cucina creativa italiana, declinata per regioni e stagioni, in maniera espressa, altra caratteristica della nostra cucina, il tutto con brigate di cucina ridotte sempre più all’osso. L’igiene e la sanificazione degli ambienti di

© 2019 Roberto Pastrovicchio

lavoro sono da sempre cruciali nell’attività degli alberghi che ben prima della pandemia da Covid-19 hanno rispettato le rigide normative HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points, traducibile in sistema di analisi dei pericoli e punti di controllo critico), controllate con particolare severità dalle Asl, per garantire la massima serietà e sicurezza agli ospiti dell’albergo. Gli alberghi da anni sono alle prese anche con un altro batterio non meno esiziale, quello della legionella, che si può annidare negli impianti idrici e della climatizzazione. La manutenzione costante e programmata degli impianti elimina alla fonte il problema. L’albergo da sempre è anche un presidio sanitario del territorio.

Le SPA. Salus per Aquam è l’acronimo latino che indica i centri benessere degli alberghi che si sono dotati di percorsi benessere che abbinano saune finlandesi, bagni turchi, saune bio e a raggi infrarossi, vasche con idromassaggio, vasche furò, piscine con acqua riscaldata interne ed esterne, piscine tradizionali, palestre e sale fitness per ginnastica, pilates, yoga, parchi e giardini esterni con aree solarium, nelle zone termali ovviamente l’acqua calda è sostituita da quella termale e a fianco del percorso benessere ci sono anche i trattamenti a base di fanghi termali o inalazioni. Massaggi olistici, tonificanti, muscolari e trattamenti cosmetici completano l’area beauty complementare a quella umida proposta nella SPA.

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